2 marzo 2026

Il volume superiore del Centro di termovalorizzazione di Giubiasco, sospeso sopra la struttura principale, si rinnova con una pelle fotovoltaica che prosegue la visione di Vacchini, adattandola alle sfide energetiche contemporanee. Crediti: Foto © ICTR.
L’energia come linguaggio architettonico
Progettato dallo Studio Vacchini architetti a seguito di concorso, l’impianto di termovalorizzazione di Giubiasco è considerato una delle opere più emblematiche dell’architettura industriale ticinese contemporanea. La chiarezza strutturale, la forza volumetrica e la pelle metallica che ne definisce l’involucro conferiscono all’edificio una presenza scultorea nel paesaggio infrastrutturale del Cantone.
Nel 2023 è maturata la decisione di ampliare l’impianto fotovoltaico esistente (81.4 kW su tetto piano), con l’obiettivo di aumentare la produzione invernale e stabilizzare il profilo di generazione elettrica. L’utilizzo delle facciate, in questo senso, si è rivelato la soluzione più logica. Il progetto è stato sviluppato in accordo con l’architetto referente dell’opera, arch. Eloisa Vacchini, garantendo continuità con il linguaggio originario dell’edificio.
Per ragioni compositive si è deciso di rivestire integralmente le superfici interessate, estendendo l’intervento anche alle facciate est e ovest e applicando i moduli in modo da coprire completamente i prospetti. L’integrazione fotovoltaica non si limita quindi a un aggiornamento tecnologico, ma diventa un’evoluzione coerente dell’involucro: l’energia si fa elemento espressivo e rinnova la percezione dell’edificio.
Tecnologia e vincoli: una soluzione su misura per la facciata solare
La nuova pelle fotovoltaica integra 776 moduli Trina 440 FullBlack per una potenza complessiva di 341 kWp e un investimento di circa 450’000 CHF (IVA esclusa).
Il progetto ha dovuto confrontarsi con rigidi vincoli antincendio e architettonici. Per rispettare le normative vigenti sono stati utilizzati moduli in doppio vetro (vetro/vetro), oltre a una stringatura dedicata e all’impiego di ottimizzatori di potenza, dispositivi che consentono il controllo e il monitoraggio puntuale di ciascun modulo, migliorando sicurezza e rendimento anche in presenza di ombreggiamenti parziali.
È stato adottato il sistema di montaggio Novotegra per facciate ventilate, basato su una struttura in alluminio installata davanti alla parete portante. Il telaio, fissato tramite distanziatori, crea un’intercapedine d’aria che garantisce la ventilazione posteriore dei moduli senza interferire con l’involucro edilizio esistente. I collegamenti elettrici e gli elementi di fissaggio, completamente nascosti dietro la superficie vetrata, assicurano un’immagine uniforme e continua. La scelta dei moduli neri con finitura antiriflesso rafforza l’integrazione visiva con l’architettura originale.
La domanda di costruzione è stata inoltrata nel 2024; l’impianto è stato realizzato tra ottobre 2024 e marzo 2025 ed è entrato in funzione nell’aprile 2025. L’energia prodotta viene interamente autoconsumata sul posto, in considerazione dell’elevato fabbisogno elettrico dell’infrastruttura. Grazie anche agli incentivi ottenuti, si prevede che l’investimento venga ammortizzato prima del termine della vita utile dell’impianto.
L’installazione dei moduli è stata curata da More Engineering, mentre i collegamenti elettrici sono stati realizzati da Instalux SA.

